E' magnifico l'effetto che può fare uno spread a cena. Roba da far impallidire mia nonna, che abituata al solito giro di mignotte da tg della sera si ritrova coi fantasmi dei tedeschi che ci bombardano di Bot. Un casino mediatico, sta crisi finanziaria. In pochi, pochissimi ci capiscono davvero qualcosa. Ma il senso generale dell'emergenza, quello è chiaro a tutti. Fa persino più titoli dell'ondata di caldo, e dei vecchi e bambini che devono bere, e degli stranieri coi piedi nelle fontane, e dei consigli del nutrizionista (l'anguria, abbuffatevi d'anguria!). Ci piacciono tanto queste calamità sovrannaturali, ci stringiamo a coorte mai pronti alla morte, ma ne usciamo vivi ed arrangiati. Perciò la manovra che faceva schifo a tutti ora piace a tutti. E Pd, e Idv, e Udc, e Terzo Polo (mi manca Vendola, che fa Vendola?) ora sono dalla parte del governo: da approvare subito, cazzarola, entro domenica, manco al mare andiamo. Che non vuoi mica finire come la Grecia. Al bar è un mantra, la Grecia. Un posto dove si sta di merda, è l'opinione della casalinga di Voghera. Perché poi? Boh! Ma chissene, il punto è un altro: la Borsa crolla, e il messaggio arriva a destinazione subliminale, sotto pelle, raso timpano: ci attaccano, ci attaccano i mercati. Tremonti lascia Bruxelles al grido di "vado a chiudere il Bilancio", come faremmo noi se avessimo lasciato il gas aperto. Qua esplode tutto. Fino alla prossima puttana di Berlusconi. Che, a proposito, tace. E acconsente, mi sa.
UPDATE: Berlusconi al fin parlò. E disse più o meno che il momento è difficile, e serve unità. Che quest'anno pare essere la panacea di tutti mali. Mal di pancia? Nevralgie? Un po' di unità e coesione, a digiuno, due volte al dì.
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martedì 12 luglio 2011
giovedì 16 giugno 2011
AVVERSO AL POLLICE
Ore caldissime. L'Italia si interroga sull'ultima dichiarazione di Umberto Bossi. Gli domandano sulla tenuta del governo e lui fa il pollice verso. Lo fa due volte. Eccolo, il segno dell'oracolo: il governo morirà. Però poi il portavoce (che fa proprio questo: porta la voce a uno che non parla) smentisce e dice che ce l'aveva coi giornalisti: il pollice verso significherebbe che non voleva rispondere alle domande.
Di questa nouvelle vague della comunicazione politica di Bossi ne avevo già scritto. Ma io mi chiedo seriosamente se è ancora sopportabile uno che si esprime così: un cazzo qua, un vaffanculo là, un peto, un rutto, un dito medio. Ma che è? La diatriba filologica sul pollice verso è la notizia d'apertura di tutti i quotidiani on line. Nessuno, davvero nessuno, si chiede il senso di tutto questo? Lo dico da giornalista: facciamo pena, appesi alle labbra (chiuse) di Bossi, ai suoi gesti, alle sue intenzioni, alle sue idee. Questa è la tanto abusata fotografia del Paese: siamo noi che aspettiamo di sapere da una scoreggia di Bossi che fine farà il governo. Questo livello da sottoscala di bordello, da fogna della civiltà sociale, comunicativa, politica, ce lo meritiamo tutto. E quel pollice mettiamocelo dove vogliamo, a tappare bocche o chissà cos'altro.
Di questa nouvelle vague della comunicazione politica di Bossi ne avevo già scritto. Ma io mi chiedo seriosamente se è ancora sopportabile uno che si esprime così: un cazzo qua, un vaffanculo là, un peto, un rutto, un dito medio. Ma che è? La diatriba filologica sul pollice verso è la notizia d'apertura di tutti i quotidiani on line. Nessuno, davvero nessuno, si chiede il senso di tutto questo? Lo dico da giornalista: facciamo pena, appesi alle labbra (chiuse) di Bossi, ai suoi gesti, alle sue intenzioni, alle sue idee. Questa è la tanto abusata fotografia del Paese: siamo noi che aspettiamo di sapere da una scoreggia di Bossi che fine farà il governo. Questo livello da sottoscala di bordello, da fogna della civiltà sociale, comunicativa, politica, ce lo meritiamo tutto. E quel pollice mettiamocelo dove vogliamo, a tappare bocche o chissà cos'altro.
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martedì 9 novembre 2010
TIRA, TIRAAAA
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