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martedì 15 marzo 2011

PRESTIGIACOMO, MINISTRO, AMBIENTE (trovate l'intruso)

Stamattina il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo (un Plasil, per favore) cercando di chiamare Mattino 5 (un altro Plasil, grazie) ha fatto confusione coi numeri (coi tagli della Gelmini ora insegnano fino al 7, non è colpa sua) e ha sbagliato numero. Ho risposto io, ancora imbalsamato dal sonno. Per cui ci sono buone possibilità che la conversazione seguente sia stata solo un incubo. O una parte, almeno. Perché poi grazie al suo staff pare sia riuscita a comporre il numero giusto ed abbia effettivamente ribadito i concetti in tv...

- Prestigiacomo: "Non credo si possano cambiare i programmi energetici mondiali a causa di questo incidente".
- Marioplanino: "Incidente? Un terremoto di quelle proporzioni lo chiama incidente? Davvero sta argomentando che di fronte al Giappone in crisi nucleare l'Italia, DICO L'ITALIA, non può cambiare programmi? E' uno scherzo, eh?
- P.: "Non mi sono piaciute le speculazioni su quanto accaduto in Giappone, e' chiaro che c'e' preoccupazione ma non bisogna fare allarmismo".
- M.: "Giusto, non mi sembra il caso di fare allarmismo... oh, finalmente una voce pacata mentre mezzo mondo si affanna a rincorrere la tragedia... OOOOOH! Mica in Giappone s'è svegliato un Samurai e ha mollato una scorreggia! Mica è andata in vacca una distilleria di sake! Stanno scoppiando le centrali nucleari di uno dei Paesi più avanzati del globo, cazzarola! E non dobbiamo fare allarmismi?
- P.: "Noi siamo molto sereni, convinti di aver fatto una scelta giusta e consapevole. Peraltro le centrali programmate sono modernissime, di generazione completamente diversa con sistemi di sicurezza superiori rispetto a quelle giapponesi".
- M.: "Vabbé che sono tipo le 8 del mattino, ma davvero vorrebbe farmi credere che l'Italia è in grado di costruire qualcosa di più avanzato delle vecchie infrastrutture giapponesi? Ma se non siete ancora in grado di smaltire nemmeno la munnezza ordinaria di una città come Napoli... E poi mi sa che i terremoti se ne strafottono di quanto è aggiornata la vostra tecnoclogia. Lo so che siete molto sereni, figurarsi. Affrontate i problemi del mondo come Forrest Gump davanti ad una scatola di cioccolatini. Non sai mai quello che ti capita. Ecco, mo' lo sapete e non ve ne frega un cazzo, limitati come siete...
- P.: "Dalla tragedia in Giappone dobbiamo imparare e capire, credo che tutti dobbiamo riflettere e fare delle considerazioni, ma solo quando tutto sara' finito".
- M.: "Ecco, appunto, quando sarà tutto finito... Ma lei è davvero il Ministro dell'Ambiente? No, sa, dovrebbe difenderlo l'ambiente, non puntare a distruggerlo.... Pronto? C'è ancora???"

tu... tu... tu... tu... tu....

venerdì 11 marzo 2011

E MENO MALE CHE E' IL GIAPPONE

Ok, stavolta è il turno del Giappone. Centinaia di morti giustificano la classica mitragliata di titoloni mainstream: dramma, tragedia, devastazione, inferno, strage, ecc ecc. Però una considerazioncina laterale me la concederete:    in Giappone ci tengono a sopravvivere a cose del genere. Sono svariati anni che invece di divorarsi il futuro con Irpinie e L'Aquile locali hanno pensato e realizzato un Paese gommoso, che pur scrollato a dovere dalla natura, si piega ma non si spezza. Poi è chiaro, per lo tsunami di ritorno c'è parecchio di meno da fare, però intanto i palazzi che restano in piedi sono un gran bel passo avanti. Ecco, prendete gli stessi 8.9 gradi Richter, fate ctrl-c ctrl-v su un qualsiasi altro punto del mappamondo e poi vediamo. In Italia per esempio. I titoli restano quelli, ma il conto vittime aumenterebbe di parecchi zeri, mi sa. E, parentesi tonda nella parentesi quadra, la risposta perfetta a quelli che mi stanno temperando il pene con questa follia che "il nucleare è sicuro", è proprio questa: 8.9 gradi Richter + infrastrutture all'italiana = ..................