Questa cosa che se ti candidi per Fli poi devi annodarti una cravatta rosa al collo come fa Fini sol perché fa figo che lo fa Fini e allora tu ti adegui per non distinguerti mi puzza di tamarro quasi come i foulard verdi dei leghisti, no?
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lunedì 2 maggio 2011
lunedì 21 febbraio 2011
RESTERA' SOLO BOCCHINO (FORSE)
Andarsene da FLI è talmente trendy che pure Bersani ci sta pensando... Come quelli che cominciano a fumare solo per poter dire di aver smesso.
(Barbareschi ha lasciato, e con i clown siamo a posto. Ora tocca alle ballerine no?)
(Barbareschi ha lasciato, e con i clown siamo a posto. Ora tocca alle ballerine no?)
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martedì 28 dicembre 2010
DI FINI, E DI USTICA, E DELL'11 SETTEMBRE
Lo so che questo non è Libero. Però mi hanno raccontato una storia, che se fosse vera e non la pubblico che figura ci faccio? Allora nel dubbio, ecco qua. Poi sia la magistratura a verificare i fatti, che io faccio il direttore di un blog, mica è compito mio.
Questa è una storia brutta ma proprio brutta. Paura eh? Me l'ha raccontata un uomo di cui conosco nome cognome e mestiere. Il mestiere ve lo posso pure rivelare, fa il giovane di barbiere. Mi ha chiamato ieri notte: "Non ci dormo più, devo parlarne con qualcuno". Dice che il 27 giugno del 1980, un giovane Gianfranco Fini si trovava alla guida di un caccia libico ed era un po' alticcio. Veniva da una serata di baldorie, e aveva appena consumato 13 rapporti orali consecutivi con un noto trans pugliese. Di questa cosa girerebbe un video, ma purtroppo la mia fonte non è in grado di fornirmelo perché l'ha riconsegnato per sbaglio a Blockbuster al posto del Signore degli anelli. Comunque il giovane Gianfranco avrebbe pagato il trans con un assegno, facilmente rintracciabile se non fosse che proprio l'altro ieri un uragano ha spalancato le finestre della villetta della mia fonte, portandosi via - si suppone verso nord - proprio quel maledetto assegno.
Per tornare alla nostra storia, pare che Fini abbia lanciato tre missili quella notte. Così, per sfogarsi un po'. Uno verso la villa di Arcore, centrando però in pieno il fienile della magione di Emilio Fede. Uno verso Villa Certosa, affondando la prima barca a vela di D'Alema al largo della Maddalena (ma questa è un'altra storia), e un terzo accalappiato al volo dalla Cia, con un apposito retino spaziale della Nasa . Quello stesso missile sarà poi usato molti anni dopo per abbattere la prima delle due Torri gemelle. Di questo fatto non si sa ancora niente perché Obama ha sospeso il piano di Bush di dare all'Italia la colpa dell'11 settembre per avere così il pretesto di bombardare il Colosseo. Quella notte, mi ha ricordato la fonte, cadde un aereo dalle parti di Ustica. Ha chiuso la telefonata così: "Secondo lei è un caso? Perché non lo domandate al capo-scorta di Fini, perché quell'aereo è caduto?". Poi ha riattaccato in fretta come impaurito, lasciandomi con queste precise parole: "Ora devo andare, mi hanno trovato, non so come ma mi hanno trovato. Scappa Marty! I terroristi, i libici!".
Ecco, cari lettori, credo che sia dovere di un blogger portare a galla la verità. Anche senza sapere da dove cazzo arriva. Spero con questo di non fare la fine di Assange.
Questa è una storia brutta ma proprio brutta. Paura eh? Me l'ha raccontata un uomo di cui conosco nome cognome e mestiere. Il mestiere ve lo posso pure rivelare, fa il giovane di barbiere. Mi ha chiamato ieri notte: "Non ci dormo più, devo parlarne con qualcuno". Dice che il 27 giugno del 1980, un giovane Gianfranco Fini si trovava alla guida di un caccia libico ed era un po' alticcio. Veniva da una serata di baldorie, e aveva appena consumato 13 rapporti orali consecutivi con un noto trans pugliese. Di questa cosa girerebbe un video, ma purtroppo la mia fonte non è in grado di fornirmelo perché l'ha riconsegnato per sbaglio a Blockbuster al posto del Signore degli anelli. Comunque il giovane Gianfranco avrebbe pagato il trans con un assegno, facilmente rintracciabile se non fosse che proprio l'altro ieri un uragano ha spalancato le finestre della villetta della mia fonte, portandosi via - si suppone verso nord - proprio quel maledetto assegno.
Per tornare alla nostra storia, pare che Fini abbia lanciato tre missili quella notte. Così, per sfogarsi un po'. Uno verso la villa di Arcore, centrando però in pieno il fienile della magione di Emilio Fede. Uno verso Villa Certosa, affondando la prima barca a vela di D'Alema al largo della Maddalena (ma questa è un'altra storia), e un terzo accalappiato al volo dalla Cia, con un apposito retino spaziale della Nasa . Quello stesso missile sarà poi usato molti anni dopo per abbattere la prima delle due Torri gemelle. Di questo fatto non si sa ancora niente perché Obama ha sospeso il piano di Bush di dare all'Italia la colpa dell'11 settembre per avere così il pretesto di bombardare il Colosseo. Quella notte, mi ha ricordato la fonte, cadde un aereo dalle parti di Ustica. Ha chiuso la telefonata così: "Secondo lei è un caso? Perché non lo domandate al capo-scorta di Fini, perché quell'aereo è caduto?". Poi ha riattaccato in fretta come impaurito, lasciandomi con queste precise parole: "Ora devo andare, mi hanno trovato, non so come ma mi hanno trovato. Scappa Marty! I terroristi, i libici!".
Ecco, cari lettori, credo che sia dovere di un blogger portare a galla la verità. Anche senza sapere da dove cazzo arriva. Spero con questo di non fare la fine di Assange.
martedì 16 novembre 2010
SILVIO C'ERA, CETTO CHE C'ERA
Facciamo una cosa a tre. Visto che ce l'hanno servita su uno schermo piatto d'argento perché non approfittarne. Li mettiamo vicini vicini, in serie: Bersani, Fini e Cetto Laqualunque. Il gioco è facile: chi è aderente al momento? Chi racconta meglio l'Italia? Chi rappresenta cosa? La risposta la dà proprio Albanese in chiusura di pezzo: "Io sono la realtà, voi siete la fiction".
A Fini e Bersani hanno chiesto un elenco che sintetizzi i concetti di destra e sinistra, "gaberianamente" dice Fazio. Gaber, tra l'altro, è diventato come il prezzemolo: lo infilano ovunque con una facilità imbarazzante. Ma tralasciamo. Fini e Bersani, dicevo, non trovano di meglio che mettersi a fare un comizio di 4 minuti circa, vecchio stampo. Pareva di stare su una piazza di paese: idee e ideali buttati lì senza nemmeno il buongusto autoriale di giocare secondo le regole. T'hanno chiesto un elenco? E fai un elenco, buon dio. A scuola te li hanno mai assegnati i pensierini? E' una roba facile. Tanto i contenuti sono quelli di sempre, brodaglia elettorale, interessante se i due godessero ancora di una pur minima credibilità di parte. Patria, doveri, lavoro, diritti. Per questo bolo elementare si sono scomodate censure preventive prima e microscopi massmediatici poi. E poi?
E poi c'è Cetto Laqualunque. La realtà, invece della fiction. Dicono mancasse Berlusconi... Davvero?
A Fini e Bersani hanno chiesto un elenco che sintetizzi i concetti di destra e sinistra, "gaberianamente" dice Fazio. Gaber, tra l'altro, è diventato come il prezzemolo: lo infilano ovunque con una facilità imbarazzante. Ma tralasciamo. Fini e Bersani, dicevo, non trovano di meglio che mettersi a fare un comizio di 4 minuti circa, vecchio stampo. Pareva di stare su una piazza di paese: idee e ideali buttati lì senza nemmeno il buongusto autoriale di giocare secondo le regole. T'hanno chiesto un elenco? E fai un elenco, buon dio. A scuola te li hanno mai assegnati i pensierini? E' una roba facile. Tanto i contenuti sono quelli di sempre, brodaglia elettorale, interessante se i due godessero ancora di una pur minima credibilità di parte. Patria, doveri, lavoro, diritti. Per questo bolo elementare si sono scomodate censure preventive prima e microscopi massmediatici poi. E poi?
E poi c'è Cetto Laqualunque. La realtà, invece della fiction. Dicono mancasse Berlusconi... Davvero?
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mercoledì 10 novembre 2010
MA CIUCCIATI IL TG
Eppure c'era un tempo in cui Mentana non si poteva guardare. La voce del padrone, dicevano. Il Tg5, ma figurarsi, ma scherziamo? Il direttore del telegiornale di Canale5 negli anni della discesa in campo di Berlusconi, il mestiere faceva l'uomo, altroché. Il ruolo era un timbro, nonostante una certa dignitosa parzialità. Ecco, "dignitosa", vocabolo desueto nell'informazione 2010. Pure "desueto" è desueto, però... Mentre mi incarto non posso non pensare che pure questo è riuscito a fare Berlusconi e il Berlusconismo: trasformare l'Italia dei mille trasformismi.
Sì, io oggi guardo il Tg di Mentana su La7. Quando proprio non posso farne a meno, è chiaro. Ma la moda non mi basta. Non mi basta dire: è l'unica voce indipendente, visto che il trend ora gira così. Il successone della resistenza auditel. Io guardo Mentana e me lo ricordo così. Non ce la faccio proprio a farlo passare ora come baluardo della libera informazione sol perché fa un Tg "dignitoso".
Ecco, avete presente Fini che d'improvviso pare diventato una specie di nuovo Vendola? L'uomo che parla dei diritti degli immigrati, degli omosessuali, il leader che può far cadere Berlusconi. Tutti pendono dalle sue labbra perché dice cose che ogni persona normale dovrebbe pensare e dire e pretendere che i suoi rappresentanti politici urlino. No, no, miei cari: Fini me lo sono dovuto sorbire per anni con quel suo sorrisetto storto e quella pronuncia antipaticamente bolognese (ma come può la cadenza bolognese risultare antipatica? Lui sì, ci riusciva) che difendeva Berlusconi, e Forza Italia, e il Partito della Libertà. Non è la sua storia da fascista che mi pesa, è la noncuranza opportunistica che l'ha legato nel recente passato a questa manica di faccendieri corrotti che non può essere perdonata. Fini non può sostenere Berlusconi da 10 anni, e poi venire metaforicamente da me a dirmi: sono cambiato, vedi? La penso come te, dammi il tuo voto.
Non funziona così, non per me. Io ascolto Fini, e penso "buongiorno, ben svegliato, ci hai messo una vita ma ci sei arrivato eh? Beh è troppo tardi!".
Io guardo Mentana e penso "sì sei bravo, pesi anche le notizie con una certa obiettività, ma non ti atteggiare a Montanelli, non ti permettere!".
Poi leggo la seguente dichiarazione (che va dritta dritta nel comico del giorno qui di fianco) di Augusto Minzolini sulla caduta degli ascolti del Tg1: "Paghiamo il successo dei Simpsons allo stesso orario".
E spengo la tv.
PiC
Sì, io oggi guardo il Tg di Mentana su La7. Quando proprio non posso farne a meno, è chiaro. Ma la moda non mi basta. Non mi basta dire: è l'unica voce indipendente, visto che il trend ora gira così. Il successone della resistenza auditel. Io guardo Mentana e me lo ricordo così. Non ce la faccio proprio a farlo passare ora come baluardo della libera informazione sol perché fa un Tg "dignitoso".
Ecco, avete presente Fini che d'improvviso pare diventato una specie di nuovo Vendola? L'uomo che parla dei diritti degli immigrati, degli omosessuali, il leader che può far cadere Berlusconi. Tutti pendono dalle sue labbra perché dice cose che ogni persona normale dovrebbe pensare e dire e pretendere che i suoi rappresentanti politici urlino. No, no, miei cari: Fini me lo sono dovuto sorbire per anni con quel suo sorrisetto storto e quella pronuncia antipaticamente bolognese (ma come può la cadenza bolognese risultare antipatica? Lui sì, ci riusciva) che difendeva Berlusconi, e Forza Italia, e il Partito della Libertà. Non è la sua storia da fascista che mi pesa, è la noncuranza opportunistica che l'ha legato nel recente passato a questa manica di faccendieri corrotti che non può essere perdonata. Fini non può sostenere Berlusconi da 10 anni, e poi venire metaforicamente da me a dirmi: sono cambiato, vedi? La penso come te, dammi il tuo voto.
Non funziona così, non per me. Io ascolto Fini, e penso "buongiorno, ben svegliato, ci hai messo una vita ma ci sei arrivato eh? Beh è troppo tardi!".
Io guardo Mentana e penso "sì sei bravo, pesi anche le notizie con una certa obiettività, ma non ti atteggiare a Montanelli, non ti permettere!".
Poi leggo la seguente dichiarazione (che va dritta dritta nel comico del giorno qui di fianco) di Augusto Minzolini sulla caduta degli ascolti del Tg1: "Paghiamo il successo dei Simpsons allo stesso orario".
E spengo la tv.
PiC
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martedì 9 novembre 2010
TIRA, TIRAAAA
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