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mercoledì 12 ottobre 2011

LARGO AI GIOVANI!

Dalla teoria...  
"Combatterò in tutti modi nella mia riforma i baroni universitari, aprendo ai giovani e alle eccellenze culturali di questo paese".  (M. Gelmini, 2010) 
Alla pratica...
Da un bando di concorso della Facoltà di Lettera e Filosofia della Federico II di Napoli, pubblicato qualche settimana fa (http://allegati.unina.it/docenti/contratti/2011/10ott/LF_INS_13.pdf):

Si rende noto che questa Facoltà, per l'anno accademico 2010/2011, dovrà provvedere al conferimento degli incarichi d’insegnamento indicati nell’allegato “A” - che costituisce parte integrante del presente Bando - per i corsi di studi e i settori scientifico-disciplinari ivi specificati, mediante contratto di diritto privato, ai sensi del vigente regolamento recante “Disposizioni transitorie in materia di incarichi d’insegnamento” emanato con Decreto Rettorale n.327 del 25 febbraio 2011 e disponibile sul sito web di Ateneo www.unina.it, nella sezione Atti e norme.Le esperienze professionali e/o scientifiche richieste, l’impegno orario e il compenso orario, a lordo delle ritenute a carico del docente, sono indicati nel medesimo allegato. La copertura della spesa complessiva relativa al presente Bando, pari ad €. 19.880,00 al netto degli oneri a carico dell’Amministrazione quantificati in € 5.232,42 per un costo totale del presente bando pari ad € 25.112,42 è assicurata dalle risorse economiche destinate dal competente Organo Accademico (delibera del Senato Accademico del 25/07/2011 e del C.d.A. del 26/07/2011) alle esigenze didattiche di questa Facoltà per l’a.a. 2011/12Possono concorrere all’attribuzione dell’incarico esperti di alta qualificazione in possesso di un significativo curriculum scientifico o professionale che siano:1) dipendenti da altre amministrazioni, enti o imprese, ovvero2) titolari di pensione, ovvero3) lavoratori autonomi in possesso di un reddito annuo non inferiore a 40.000 euro lordi.
Largo ai giovani!!!

venerdì 16 settembre 2011

MA LA SAPEVANO TUTTI QUELLA DELLA GRATTACHECCA, DAIIIII

Da una nota dell'Università La Sapienza:
"La ormai famosa domanda sulla "grattachecca" ha avuto oltre il 56% di risposte positive (solo altre 6 domande hanno avuto una positivita' maggiore)".
E ancora:
"La provenienza secondo la residenza è stata la seguente: Lazio 66%, Campania 18%, Puglia 3,4%, Molise 3,3%, Calabria 2,5%, Sicilia 2,3%, Umbria 1,4%; Basilicata 1%, Abruzzo 0,9%, Marche 0,4%, Toscana 0,3%; altre regioni <0,01-0,1%. (ad es. <0,05% Lombardia).

A occhio c'è un 10% dei ragazzi romani che vogliono entrare all'Università che ignora cosa sia una "grattachecca". Cose da pazzi, tsk tsk...

domenica 14 novembre 2010

QUESTO NON E' UN PAESE PER... QUESTO NON E' UN PAESE PUNTO

Io so com'è. Io so cos'è. Io sono stato e potrei essere a breve Paola. Ma io non faccio lo sciopero della fame, una pannellata inflazionata che ha un valore mediatico, ormai, solo se sproporzionato alla causa.

Poiché la rete è ingolfata da Paola, io sapendo di mordere da sdentato, provo a buttare nel mare (lago? pozzanghera?) un'altra goccia di questo Paese che muore piano piano, anzi sempre più velocemente.

Questa è la storia di K. "K" è anonimo perché non ho avuto nemmeno il coraggio di chiedergli se potevo raccontare la sua breve vicenda.
K è un filosofo, precario strasfruttato nel mondo dell'Università. Passa il suo tempo lavorando come e più del suo Barone.
Barone = L'uomo al quale si affida il proprio futuro accademico sperando che un giorno ti apra lo spiraglio. Si fa così, lo sanno pure le pietre fuoricorso.
Studia, ricerca, tiene le lezioni, fa gli esami, aiuta i tesisti, pubblica saggi. Fa il professore, ma guadagna 600 euro all'anno. Cioé non guadagna. Però accumula titoli su titoli. Perché un giorno arriverà il concorso (per un posto da 1.200 euro al mese, eh, mica il SuperEnalotto...) e lui DEVE entrare. Perché è bravo, e perché ci ha puntato tutto. E nel frattempo ha fatto un figlio.
K non è uno sprovveduto. E' un idealista concreto. K sa che il concorso, se arriva e quando arriva, deve arrivare con il candidato già designato. Insomma quel concorso dovrà avere il suo nome già stampato alla casella vincitore. Dopo 10 anni, eccola l'occasione della vita: un solo posto disponibile. E lui c'è: ha più titoli di tutti, e gioca in casa perché il suo Barone è il presidente della Commissione esaminatrice. E' fatta.
E invece no. Il concorso lo vince una candidata del suo gruppo, una signora cinquantenne a cui K, per gentile richiesta del suo Barone, fa da tutor, per aiutarla a svolgere un po' di mansioni ordinarie. Ha meno titoli non solo di K, ma anche degli altri 30 e passa candidati. E vince lei.
Ma come? Ma perché?
Ecco, prendete una chilata di merda, infilateci le mani, sondate: una risposta buona la trovate da soli. Questo sistema è talmente fetente che nemmeno abbassandosi ad essere il più bravo tra i "raccomandati" si ha una chance "meritocratica".
K ha chiuso: "La mia carriera universitaria è finita, a 35 anni. Mi devo trovare un lavoro...".

Io so com'è. Io so cos'è. Io sono stato e potrei essere a breve K.
E K non fa lo sciopero della fame
PiC