Danilo Restivo ha ucciso nel 2002 Heather Barnett, sua vicina di casa in Inghilterra. E lo hanno condannato all'ergastolo. Il giudice gli ha detto in faccia: "Lei non uscirà mai più di galera", sapendo di non blaterare a vanvera. Durante il processo londinese hanno pure appurato che il nostro compatriota, prima di trasferirsi a Londra, aveva ucciso anche Elisa Claps. Poiché l'omicidio di Potenza è del 1993, in Italia non hanno perso tempo: il gup ha concesso il rito abbreviato (quasi vent'anni, brevissssssimo!) e ha deciso che l'8 novembre prossimo manderemo Restivo a processo anche da noi.
Lascio a voi la banale comparazione tra i tempi, i modi e i risultati della giustizia inglese e di quella italiana. Io intanto ho deciso, andando contro Costituzione e svariati codici, che la prossima denuncia la presenterò direttamente a Londra. Sono un cittadino europeo anche io o no? E allora voglio essere giudicato da un parruccone inglese. Altro che federalismo, per far funzionare le cose dovremmo puntare allo sfederalismo! Questi mi vogliono far credere che essere un cittadino campano sia meglio che essere italiano, e che essere italiano sia meglio che essere europeo. E invece questa forza centripeta della politica ignorante funziona esattamente come in un vortice, al mare: giri e giri, e sempre vai sempre più giù. Quel Restivo lì deve essere proprio pazzo se dopo aver ucciso ha deciso di fuggirsene in Inghilterra. Qui da noi l'avrebbero trascinata per millenni... Una manna, altroché. Ma ha ancora una chance: l'estradizione. Perché l'Italia punta al rientro dei cervelli, qualcuno glielo dica!
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giovedì 30 giugno 2011
QUASI QUASI RESTIVO IN ITALIA...
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giovedì 14 aprile 2011
DAI, ALMENO LA PUNTA
Sarà, ma da oggi ogni volta che invito qualcuno a cena pretendo che baci il pene di un piccolo Buddha superdotato che ho acquistato ieri su una bancarella. Che tra l'altro mi è stato fatto pagare il triplo perché pare che nelle ultime 24 ore ci sia stata un'inspiegabile impennata dei prezzi dei porno-nani. Mi sfugge ancora il senso autobiografico dell'usanza, visto che io non sono affatto basso, e assolutamente minidotato. Ma evidentemente il buon gusto e l'eleganza impongono questo tipo di convenevoli. Certo mia suocera si è un po' stranita quando a tavola è stato servito Rokko (sì, gli ho datto pure un nome), e non ha voluto partecipare alle celebrazioni. Così pure mio suocero, che poi ha cercato di infilzarmi con uno spiedone da porco medievale (istoriato per giunta). Antichi e cafoni che non siete altro, ecco. Non capiscono proprio come ci si comporta in società oggigiorno. Bifolchi, tze tze.
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giovedì 11 novembre 2010
CARA VALENTINA LO STATO NON FA IL SUO DOVERE
Valentina è laureata con 110 e lode in medicina ed è iscritta al terzo ed ultimo anno del corso di specializzazione in Medicina Generale. Purtroppo per lei questo corso non è universitario come tutti gli altri, ma dipende direttamente dalla Regione Campania. Vuol dire cioé che la retribuzione è di 870 euro al mese, e non di 1.700 come per le altre specializzazioni. Valentina, che è incinta, non ha congedo di maternità né giorni di malattia: ha solo 30 giorni all'anno, che siano ferie o altro non ha importanza.
Ma Valentina, soprattutto, non percepisce lo stipendio da marzo. E "non si sa quando i soldi arriveranno", parola dell'amministrazione del corso. Nel frattempo Valentina è costretta a pagare regolarmente le tasse allo Stato su una cifra che NON gli viene corrisposta dallo Stato. Beffa al quadrato: ci rimette due volte.
Lo Stato non dà, lo Stato toglie. Lo Stato di diritto, dicono... E i doveri dello Stato dove stanno?
Questo perché Valentina paga le tasse come cittadina italiana, ma ha i servizi e i diritti di una cittadina campana. Qualcuno per esempio dovrebbe spiegare a Valentina per quale motivo lei paga le stesse tasse di una Valentina della Toscana o della Sicilia o della Lombardia, ma solo a lei è richiesto il doppio dei ticket per ricette e ricoveri.
Tutto cio' si chiama Federalismo Fiscale. E io non ne posso più.
*Prendendo in prestito la foto dal suo blog, aderiamo alla campagna (?) di Idefix contro il "Federalismo solidale"... Perché sì, hanno il coraggio di chiamarlo così!
PiC
Ma Valentina, soprattutto, non percepisce lo stipendio da marzo. E "non si sa quando i soldi arriveranno", parola dell'amministrazione del corso. Nel frattempo Valentina è costretta a pagare regolarmente le tasse allo Stato su una cifra che NON gli viene corrisposta dallo Stato. Beffa al quadrato: ci rimette due volte.
Lo Stato non dà, lo Stato toglie. Lo Stato di diritto, dicono... E i doveri dello Stato dove stanno?
Questo perché Valentina paga le tasse come cittadina italiana, ma ha i servizi e i diritti di una cittadina campana. Qualcuno per esempio dovrebbe spiegare a Valentina per quale motivo lei paga le stesse tasse di una Valentina della Toscana o della Sicilia o della Lombardia, ma solo a lei è richiesto il doppio dei ticket per ricette e ricoveri.
Tutto cio' si chiama Federalismo Fiscale. E io non ne posso più.
*Prendendo in prestito la foto dal suo blog, aderiamo alla campagna (?) di Idefix contro il "Federalismo solidale"... Perché sì, hanno il coraggio di chiamarlo così!
PiC
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