Visualizzazione post con etichetta Mentana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mentana. Mostra tutti i post

giovedì 15 dicembre 2011

MENTANA IN COPORE SANO

Chicco Mentana è il direttore del TgLa7. Punto. Cominciamo da qui, e finiamola qui. C’è chi può fermarsi a questa affermazione incontrovertibile. Andare avanti con la propria vita, scaricare i figli a scuola, fare la spesa, imbarcarsi su un cargo battente bandiera liberiana. Chi invece ha un altro po’ di tempo da perdere può riesumare da Canale 5 la Telefonata di stamattina tra Mentana e Belpietro oppure stamparsi le note incrociate dei diretti interessati sull’evento che ha rischiato di cambiare il mondo come tutti lo conosciamo (ma anche no).
Ieri – lo premettiamo per chi si fosse ripreso solo ora dal coma – Mentana ha annunciato le dimissioni dal suo tg. Perché il suo cdr e quei sindacalisti volpini di Stampa Romana avevano annunciato di volerlo denunciare per comportamento anti-sindacale. Fuffa, insomma. Nessuno aveva ancora fatto niente. Ma tutti avevano fatto abbastanza. Mentana aveva superato “manovra” e “farmacisti” nelle chiacchierate d’ascensore. Ah signora mia, non ci sono più i direttori d’una volta… E Paolo Butturini, il segretario del sindacato romano, era diventato quasi famoso come Lady Gaga. Alla sera, mentre mezzo mondo gli aveva già appiccicato le chiappe alla poltrona del Tg1 svuotata da Minzolini, Mentana si ripresenta in video. Spiega la situazione, una tiritera noiosa che non val la pena di riportare: roba attinente al rapporto di fiducia con i suoi giornalisti e all’impossibilità di lavorare con chi ti ha appena denunciato. Poi chiude con: “A domani”.
Ecco il punto. Ancora oggi, mentre scriviamo, Stampa Romana, Mentana e il cdr del TgLa7 stanno giocando una bolsa partita a tre per chiarire chi è che ha sbagliato cosa e chi deve chiedere scusa a chi. Mentre tutti sanno come va a finire, perché lo spoiler involontario è sfuggito a Mentana ieri in diretta: “Non andrò certo al Tg1, a domani”. Cioè a stasera, pronti in poltrona a farcire i dati Auditel di La7.
Resta lo scempio di energie speso per seguire una notizia-non notizia. Di quelle che Mentana avrebbe infilato magari a fine scaletta (come in realtà ha fatto pur trattandosi di cose lo riguardano personalmente) o che Minzolini avrebbe illuminato con una bella apertura, appena prima dei pinguini che miagolano nel buio e un attimo dopo il servizio sui credenti in Babbo Natale.
Potremmo anche distillare dalla vicenda una bella lectio di categoria sui diritti-doveri-problemi del sindacato più impolverato di sempre. O al massimo ricavarci uno spassoso pomeriggio gossipparo, facendo finta che ce ne freghi qualcosa. Rendendoci conto di aver speso 25 righe per commentare la seguente notizia: Chicco Mentana è il direttore del TgLa7. E punto, davvero.


Se non l'avete capito questo pezzo è in sharing con T-Mag. Capito?

mercoledì 10 novembre 2010

MA CIUCCIATI IL TG

Eppure c'era un tempo in cui Mentana non si poteva guardare. La voce del padrone, dicevano. Il Tg5, ma figurarsi, ma scherziamo? Il direttore del telegiornale di Canale5 negli anni della discesa in campo di Berlusconi, il mestiere faceva l'uomo, altroché. Il ruolo era un timbro, nonostante una certa dignitosa parzialità. Ecco, "dignitosa", vocabolo desueto nell'informazione 2010. Pure "desueto" è desueto, però... Mentre mi incarto non posso non pensare che pure questo è riuscito a fare Berlusconi e il Berlusconismo: trasformare l'Italia dei mille trasformismi.
Sì, io oggi guardo il Tg di Mentana su La7. Quando proprio non posso farne a meno, è chiaro. Ma la moda non mi basta. Non mi basta dire: è l'unica voce indipendente, visto che il trend ora gira così. Il successone della resistenza auditel. Io guardo Mentana e me lo ricordo così. Non ce la faccio proprio a farlo passare ora come baluardo della libera informazione sol perché fa un Tg "dignitoso".
Ecco, avete presente Fini che d'improvviso pare diventato una specie di nuovo Vendola? L'uomo che parla dei diritti degli immigrati, degli omosessuali, il leader che può far cadere Berlusconi. Tutti pendono dalle sue labbra perché dice cose che ogni persona normale dovrebbe pensare e dire e pretendere che i suoi rappresentanti politici urlino. No, no, miei cari: Fini me lo sono dovuto sorbire per anni con quel suo sorrisetto storto e quella pronuncia antipaticamente bolognese (ma come può la cadenza bolognese risultare antipatica? Lui sì, ci riusciva) che difendeva Berlusconi, e Forza Italia, e il Partito della Libertà. Non è la sua storia da fascista che mi pesa, è la noncuranza opportunistica che l'ha legato nel recente passato a questa manica di faccendieri corrotti che non può essere perdonata. Fini non può sostenere Berlusconi da 10 anni, e poi venire metaforicamente da me a dirmi: sono cambiato, vedi? La penso come te, dammi il tuo voto.
Non funziona così, non per me. Io ascolto Fini, e penso "buongiorno, ben svegliato, ci hai messo una vita ma ci sei arrivato eh? Beh è troppo tardi!".
Io guardo Mentana e penso "sì sei bravo, pesi anche le notizie con una certa obiettività, ma non ti atteggiare a Montanelli, non ti permettere!".
Poi leggo la seguente dichiarazione (che va dritta dritta nel comico del giorno qui di fianco) di Augusto Minzolini sulla caduta degli ascolti del Tg1: "Paghiamo il successo dei Simpsons allo stesso orario".
E spengo la tv.
PiC