lunedì 5 settembre 2011

EVADERE TUTTI, EVADERE TUTTO

Sul Post Filippo Facci riesce a buttare nello stesso pezzo lavavetri ed evasori milionari. Annaspando dentro un enorme unico fascio d'erba, però, scatena i suoi lettori sull'infinita questione delle tasse da pagare sì no quanto che scandalo ecc...
Io, che sono dipendente, sono costantemente sorvegliato dallo Stato. Davvero: mi scrive pure una volta al mese per chiedermi un centesimo in più o in meno. Ecco, io mi metto in mezzo tra quelli che vorrebbero castrare fisicamente gli evasori con la barca e quelli che per sfamare i figli non pagano l'Iva: diciamo che tutti dovrebbero essere messi nella condizione di evadere le tasse a piacimento. I dipendenti come i commercianti. Sta allo Stato andarli a prendere e fargli il culo. Ma sta a noi cittadini protestare (anche evadendo in massa, cazzo) perché questa enorme macchina burocratica mi chiede le stesse tasse della Svezia facendomi vivere a Napoli.
Io voglio pagare tasse altissime (già lo faccio d'altra parte) ma voglio in cambio servizi, funzionalità, civiltà. Altrimenti quello tra me e lo Stato che rappresenta la collettività (quindi anche me) non è un contratto equo. Ognuno faccia la sua parte. Perché non è detto che lo Stato sia sempre dalla parte del giusto.

5 commenti:

  1. Piccolo particolare: lo Stato non è altro da te.
    Tu, come me, fai parte dello Stato.

    Cosa voglio dire ? Che se tutti noi facessimo il nostro dovere di cittadini, denunciando chi evade, pretendendo le ricevute, disprezzando chi si vanta di evadere, e soprattutto votando con il cervello, il problema non si porrebbe neanche.

    Ciao.

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  2. Sono chiaramente d'accordo. Ma un problema poi si porrebbe sempre: come usa lo Stato le tasse che noi paghiamo?

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  3. Già, la spesa pubblica ben detto.

    Il problema dell’ evasione non è un problema di efficienza sostanziale: l’ evasore probabilmente spende quelle risorse in modo più produttivo che lo Stato.

    Non è nemmeno un problema di giustizia. Chi non evade perché non puo’ (dipendenti) è mediamente più propenso all’ evasione appena vi accede (ricordate lo studio della CGIA?).

    Non è nemmeno un problema… “paghiamo tutti per pagare meno”. Non scherziamo, se lo stato incassa di più spenderà di più fallendo come sta fallendo ora. E’ sempre stato così e sempre lo sarà.

    Qualcuno dice che l’ evasione alimenta una “concorrenza sleale”. Ho i miei dubbi. Forse che l’ impresa estera residente in un paese meno esoso fiscalmente deve ritenersi “concorrenza sleale” per le nostre imprese?

    Non è nemmeno un problema culturale nel suo complesso: la Lombardia è una delle regioni più virtuose al mondo dal punto di vista della compliance fiscale. Il “centro Italia” evade un po’ più della media OCSE; è il sud a costituire un caso mostruoso, al punto che l’ evasione tollerata dovrebbe essere intesa ormai come una forma perversa di welfare.

    Il problema dell’ evasione è che “svaluta” la “forza della legge”. Che paese è il paese dove la legge si riduce a barzelletta? Come fa a stare in piedi?

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  4. Mi permetto di suggerirvi la lettura di un piccolo libretto di Franco Fichera, dal titolo "Le belle tasse".
    Si tratta di un curioso e affascinaente esperimento condotto dall'autore, un tributarista, con più di un centinaio di bambini delle scuole elementari.
    Con l'esperimento i bambini hanno provato in prima persona cosa significa privarsi di una fetta di ricchezza privata in vista del bene comune.
    In sintesi, leggere qui:
    http://retescuole.forumscuole.it/libri-e-riviste/lindice-della-scuola/#tasse

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  5. @Antonio Lo Nardo: leggerollo, grazie

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